Mi punge il viso un gelo limpido e sento odore di pioggia: alzo gli occhi che si riposano sul cielo chiuso dal candore plumbeo dell’inverno.
Torno a casa: adesso fuori piove, continuerà fino a chissà quanto. E’ venuto il momento di nascondersi dentro al plaid e lasciarsi coccolare dal tè bollente.
Le lezioni stanno per finire, Febbraio è alle porte ma così lontano, così distante...sarà offuscato dalle lucine del Natale commerciale, quello precoce, che fa capolino già da adesso.
E io in tutto questo bel cambiamento sicuro come una fortezza, mi ci barrico in silenzio.
Fa più freddo se si è soli, fa più male...io non so più come difendermi da me. Vedo quello che non c’è e sono ingenuamente cieca di fronte all’evidenza. Non posso fidarmi di me stessa, vedo io e la mia vita come fossi nella casa degli specchi: io io io io io, ancora io, dapetutto e distorta. Non ce la faccio più. Voglio vivere ad occhi chiusi, voglio sentirla in mano la vita.
Forse sento odore di dolore come quando so che sta per piovere.
Ma va tutto bene, va tutto bene, va tutto bene...
E solo che ho la testa che mi dice...

8 commenti:
l' inverno ha l' odore del tempo che finisce. forse non va proprio bene, ma non riesco a non pensare che non sia giusto così.......siamo quello che siamo purtroppo.
aver la testa che ti dice di andare a colorare i muri delle case da non abbandonare è vitale! soprattutto quando la pioggia o il cielo griggio tappano la voglia d vivere e il ricordo dei colori dell'estate.
Ma dov'è il tuo fidanzato di cui parlavi poco tempo fa? Perchè da sola?
Quando non ci sono più domande, non c'è più vita! Tieni botta
Io non voglio essere quello che sono Johnny. Però hai ragione l'inverno sa i fine...sarà per quello che ho sta sensazione.
Donna Cannone, lui c'è, sono io che ogni tanto parto da sola verso posti lontani!
Però hai ragione! La vita è anche questo: farsi domande!
Sì, lasciati coccolare... O meglio, coccolati... Perchè sei una ragazza meravigliosa che merita tutta la dolcezza di questo mondo. Non serve dire che va tutto bene se non va tutto bene, te lo dice una che ha fatto buon viso a cattiva sorte per tanto, troppo tempo. Se senti di aver bisogno di sfogarti, allora urla. Urla tutta la tua rabbia e la tua tristezza. Non tenertela dentro, non lasciare che ti corroda lentamente... Chiudere gli occhi non serve a niente... perchè tanto la realtà non resta bloccata fuori... E allora quegli occhi bisogna aprirli, perchè è l'unico modo per vedere la luce... perchè i problemi si risolvono solo affrontandoli, non dicendosi che va tutto bene e facendo finta che non esistano... Io credo che tu abia la forza per venirne a capo... Non guardare solo la metà vuota del bicchiere, perchè sotto c'è quella piena...
Ti abbraccio forte forte, tesoro...
non è felice chi ha ciò che vuole. è felice chi non vuole ciò che ha.
ci ho messo quindici anni a capire che è vero. e non l'ho ancora capito del tutto.
se mi è consentito, nell'uscire dalla porta, t'abbraccio
"Vedo quello che non c'è e sono ingenuamente cieca di fronte all'evidenza. Non posso fidarmi di me stessa, vedo io e la mia vita come fossi nella casa degli specchi: io io io io io, ancora io, dappertutto e distorta".
Leggendo questa frase mi è venuta in mente davvero una casa degli specchi, quella del luna-park che spesso visitavo da bambina.
Ricordo benissimo tutti quei riflessi di volti, tutti quei frammenti di corpi moltiplicati all'infinito, tutti quei movimenti amplificati in velocità e intensità, tutti quei guizzi di luce e colore sul vetro.
Le prime volte quei vorticosi miscugli di immagini mi intontivano, mi facevano girare la testa e venire la nausea. Poi però ho scoperto un trucco, una cosa strana e meravigliosa: se riuscivo a osservare con calma quei riflessi, senza farmi prendere dal fastidio e dalla confusione di ombre e presenze, mi si manifestavano tanti piccoli dettagli di cui mai mi sarei potuta accorgere di fronte a un solo riflesso, stabile e pulito. Nuove angolazioni per studiare me stessa e il mio corpo, lati degli oggetti prima sconosciuti o dati per scontati, prospettive stravaganti da cui osservare gli altri visitatori mentre facevano le smorfie alla loro immagine.
Era un gioco istruttivo e divertente.
Oltre la distorsione, l'inganno e la falsità, anche le riproduzioni di ciò che siamo possono rivelarsi utili, anche solo per capire come appaiamo agli occhi degli altri.
Basta "solo", nella moltitudine di specchi, saper sempre riconoscere la nostra immagine originale e, se non ci piace, trovare il coraggio di cambiarla.
Un abbraccio (e perdona il filosofeggiamento in cui mi sono lanciata :)).
Digito mi sa che è vero.
T'è consentito e ti ringrazio tanto ^^
Ross, sono onorata d'averti ispirato tante parole così belle che fanno un consiglio che mi va a pennello. Un abbraccio anche a te!
a volte è difficile convivere con noi stessi.
Ma siamo quel che siamo, Veronica. Possiamo cambiarci, anzi è la vita che ci cambia nel fluire del tempo, ma non possiamo non essere noi stessi.
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