28 febbraio 2009

Pande

Sabato sera ore 22:35 casa mia. Sono insopportabilmente “siddiata”, vocabolo del dialetto siculo che mi ha insegnato un mio collega messinese: vuol dire annoiata ma in un senso più ampio che abbraccia anche l’irrequietezza, la paranoia, le smanie e l’angoscia. Ecco. Dovrei essere sulla mia macchina che si arrampica verso il paesino in cui stanno i miei amici, oppure sul nastro d’asfalto della riviera verso i luccicanti locali di Pescara! Ma si dà il caso che abbia fatto un incidente un paio di settimane fa, uccidendo la preistorica Panda bianca 750 motore fire, classe 1989 di quelle che si tira l’aria per farle partire, non so se mi spiego! Vedete qui sotto una pregiata foto d’epoca con tanto di guidatrice donna.



Si dà il caso che in cortile da sta mattina sia parcheggiata una sfavillante Panda gialla ma non posso usarla da sola, se non dopo un tot numero di guide supervisionate dal papà. Si da il caso che i miei amici del paesino di cui sopra col ca**o che si spostano e quindi io resto appiedata. Come dite? Il mio ragazzo? È impegnato sigh sigh in un addio al celibato! Conclusione: volevo scrivere un post divertente e invece ste righe sprizzano acido solforico e cloridico (retaggi dell’ultimo esame di chimica dei beni culturali che ho dato) da tutti i pori.

Però una guida sulla sfavillante pandina gialla me l’hanno fatta fare!! Voi non potete immaginare che stranezza è stata per me accendere una macchina semplicemente girando la chiave, abituata com’ero a tirare l’aria, a dare disperate accelerate, a tentare bilanciamenti pericolanti…una girata di chiave e via! Ma poi che modernità il pulsantino per aprire e chiudere il finestrino... Una volta, sull’autostrada, dopo aver preso il bigliettino, il finestrino a olio di gomito della vecchia panda aveva deciso di restare aperto. Era il mese di dicembre. E faceva freddo. E avevo il cranio ibernato. Potevo chiamare il mio amico Bruno che ha deciso di farsi congelare e informarlo sugli effetti del freddo, ma ho preferito accostare e tirare su il finestrino manualmente... immaginatemi con le mani che prendo il vetro e lo tiro convulsamente verso l’alto. Altra eccezionale tecnologia: la radio con LETTORE MP3 E CD! Niente più musicassette! Anche se mi mancherà il sottofondo del rumore del giradischi... essì perché papà aveva registrato i nastri dai vinili! Infine l’aria condizionata, ovvero subito fresco in estate, subito caldo in inverno. Anche perché la mia panda tirava fuori solo aria calda non so per che guasto, e vi assicuro che Pineto non è tra le città più fresche, quindi girare in luglio, a mezzogiorno, col sole che picchia, l’umidità nell’atmosfera e l’aria calda che rigurgitava la panda non è bello!

Almeno questo sabato sera mi ha ispirato un post e in fondo ho sonno. Così domani mi sveglio presto e poi vado a correre... che macello il mio corpo la mia testa il mio tutto. Hai un problema quando pensi di non averlo.

Canzone per questo post "Il paradiso". Perchè vedo x-factor lo ammetto, e perchè ci sta tutto come sfondo a sto week-end. Ciaooo!


6 commenti:

Alfa ha detto...

Eheheheh, donne al volante...

Anch'io guardo X Factor. E non ho difficoltà ad ammettere che mi piace un sacco!

Ciao!

Dual ha detto...

Ciao..carino il tuo blog! Se cerchi risorse free per il tuo blog vieni a trovarci!Un saluto Dual.

Celeste R. ha detto...

Ciao Veronica, sembra che anche qui da me abbia fatto capolino il sole oggi...ti giuro, i miei occhi non erano più abituati a vederlo...ti mando anch'io un mazzolino di raggi...profumati!un bacio.

Veggie ha detto...

Mi piego sempre in 2 dalle risate quando ti leggo... Grazie per donarmi sempre il buonumore...
E lascia che te lo dica: non c'è niente di meglio di una donna al volante, nonostante tutto!!
(Sarà che io adoro guidare...)

Celeste R. ha detto...

Ciao Veronica, passa dal mio blog se hai tempo, ti ho nominata nel mio post!La foto tua con la panda è veramente bella, complimenti...baci baci

Valentino ha detto...

Ti invito a fare un giro al mio museo

http://escoafareduepassi.blogspot.com/2009/03/lunedi-al-museo_16.html