24 novembre 2009

Lieve

Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più
oltrepassare in volo, in volo più in là

Meglio del perdersi in fondo all'immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.

Forse, sicuro, è il bene più radioso che c'è
Lieve svenire per sempre persi dentro di noi

Meglio del perdersi in fondo all'immobile
Meglio del sentirsi forti nel labile.

Forse, davvero, ci piace, si ci piace di più




Vivo molte mie emozioni attraverso la musica e spesso mi è capitato di piangere in macchina mentre la chitarra suonava a tutto volume le parole dell'anima. Oggi canto così.

E a voi la musica parla? Che genere preferite? Cosa vi infiamma di più il testo o la musica? Insomma voglio i vostri pareri sulla musica associata alle sensazioni!

15 novembre 2009

Io non perdono


Ho re-imparato ad amare da un paio d’anni; l’adolescenza mi ha insegnato l’odio, per me stessa, per gli altri, per chi mi feriva e per tutti quelli che potenzialmente potevano ferirmi, per tutto ciò che mi rendeva diversa, ipersensibile, fragile e sbagliata; e quest’odio si è sbiadito diventando indifferenza, fiorendo nell’amore perché è amando che ci si riempie l’anima, anche se si viene delusi. Ma non perdono. Al mio amore (amici, familiari e ragazzi) do un significato puro e totale. La mia amicizia è sincera come quella dei bambini: non sono in grado di dire la frase giusta al momento giusto, risulto goffa e spesso inopportuna, ma la mia presenza non viene meno, la mia fedeltà una certezza, il mio bene puro. E quando uno di quegli amici dice che si è stufato della nostra amicizia, perché lui è fatto così, si stufa e la cosa è anche irrimediabile, mi ferisce come non mai. E io gli parlo ancora, lo vedo tutti i giorni all’università, è nella nostra compagnia quindi a volte usciamo insieme, ma non lo perdono. Non ho più fiducia in lui, non lo considero né migliore né peggiore, solo va a finire in mezzo al marasma dell’indifferenza. A meno che non si mostri a viso aperto dispiaciuto o per lo meno disposto a fare un passo indietro, ma non ho più fiducia in lui, non ci credo in un simile recupero. Non smetto di credere nell’amicizia, è passato il tempo dell’eliminazione di tutto ciò che può ferire, voglio vivere al 100% ogni esperienza, lasciarmi graffiare dalla delusione perché le cicatrici sono libri di esperienze. Ma quell’amico l’ho perduto e non mi impegno a recuperarlo, non ho ancora imparato il perdono.

11 novembre 2009

Taccuino

Mi sono sempre chiesta se durante la mia storiella sia stata innamorata o no. Poi ho trovato un diario che tenevo esclusivamente quando frequentavo il mio ex-ragazzo e ho trovato questo lacerto che come tanti altri nemmeno ricordavo.


"Oggi ho avuto una specie di scoppio ritardato del dolore che ho provato quel sabato e sono arrabbiata. Forse non ho mai smesso di esserlo da allora. Perché ho avuto la prova certa e lampante di essere come cera calda tra le tue mani, ho scoperto che un tuo silenzio può distruggermi, nello stesso modo in cui la tua presenza e le tue attenzioni mi fanno toccare il cielo con un dito; ho capito quanto presto sbiadisce il benessere, ma quanto dolorosa insiste la cicatrice dei momenti brutti. Dipendo da te come tu non dipendi da me e non ce la faccio a sopportarlo.
Vorrei che volerti bene sia semplice, vorrei che il tempo che passa tra i nostri incontri non si dilatasse fino ai limiti della sopportazione. Vorrei riuscire a vivere serenamente i momenti con te, vorrei non essere ossessionata dal terrore che tutta la bellezza di me e te insieme svanisca da un momento all’altro. La mia solitudine è grigiore, ma se tu te ne vai, quel grigiore sarebbe nero come la pece, e non so se sarei capace di liberarmene e di alzarmi"



A parte il fatto che non mi ero resa conto di quanto il malessere in quei mesi prevalesse sul benessere, sono certa di essermi innamorata, perchè simili reazioni io non le ho mai avute per nessuno, di solito mi impedisco di affezionarmi. Sono impietosita da quella Veronica accecata dai sentimenti, se fosse stata mia amica l'avrei considerata una povera scema...che mi sia di lezione!

06 novembre 2009

"Venuto al mondo" Margaret Mazzantini

I libri che mi passano per le mani, sono i miei sogni di carta, un po’ più veri delle fantasie che faccio sdraiata sul letto, con la testa che penzola chissà dove; sono gli scrigni delle emozioni che non ho modo di vivere, sono i miei attimi di anima nuda e disarmata. Libri e film, la poesia umana per cui vale la pena fregarsene delle umane delusioni, sempre uguali eppure sempre spiazzanti. Certe volte zeppi di citazioni ciniche, rabbiose e geniali, da tirare fuori quando sarebbe il caso di prendere a cazzotti il mondo; altre volte sono le parole esatte e perfette che l’anima cercava per dire “sono questo”, il suo vestito su misura; certe volte sono scosse, tuoni che ti attraversano e ti scuotono e poi se ne tornano sullo scaffale silenziosi; rare volte sono capolavori universali, trasudano di verità e umanità, anche se sui vestiti dei protagonisti giace la polvere di un passato lontano.


E poi ci sono i Libri. Quelli che si posano silenziosi nell’ombra dell’anima e nemmeno te ne accorgi; a un certo punto ami il protagonista e lo sai perché soffre e tu soffri lo stesso dolore e ti arrabbi con l’autrice, come ha potuto fare questo, sconvolgere tutto a suo piacimento per dare un senso alla trama? Come? Ma non è colpa dell’autrice, è la vita che è così capricciosa, furba crudele e miracolosa, la scrittrice l’ha solo posata sulla carta, e il mio sogno di carta all’improvviso è una realtà. “Venuto al mondo” è così, ti entra dentro, si appiccica non sai dove, forse dove piace alla protagonista Gemma, sulla nuca, dove sta l’origine della vita. È un libro puro e universale, come non ne fanno più. 500 pagine, poche frasi per citazioni brillanti ma tanti fatti. È stato un dolore leggerlo, mi ha rattristata, spenta, arresa; ma chiudendo l’ultima pagina, ieri alle 2:30, con la torcia del cellulare se no a casa si arrabbiano, ho sorriso. C’era poco da sorridere, ma quella fottuta poesia che c’è nella vita alla fine ti fa sorridere.

Gojko insiste.
"Cosa racconta una poesia come si deve?"
Pietro ci prova, farfuglia.
"Le cose che ti fanno male...però se le senti ti fanno anche bene...ti lasciano con la fame..."
Gojko urla di gioia: "Bravo!"
Gli chiede a bruciapelo: "Fame di cosa?"
[...]
"Boh...di un panino, di una ragazza."
[...]
"Togli il panino, lascia la ragazza[...]Fame d'amore."


Vi lascio con la canzone che la Mazzantini ha dato all'amore dei protagonisti

16 ottobre 2009

Possibilità

Sono i primi di Ottobre e un altro fantasmagorico anno accademico è iniziato! Da quest’anno sono una pendolare e ho potuto testare che è vero quello che si dice su Trenitalita: fornisce esperienze sempre nuove ed eccitanti! Come l’ultimo treno del giorno che è stato soppresso lunedì sera, proprio mentre il Signore Iddio con venti, piogge, grandine, fulmini e saette ha voluto darci un assaggio di quello che ci aspetta nel 2012! Che esperienza emozionante! Ma per fortuna ci sono dei punti fermi nella mia vita universitaria, pilastri immutabili a cui appoggiarmi, quelle cose che non cambiano mai e nella loro ripetitività mi fanno sentire sicura. Sto parlando delle lezioni.

Mi restano quest’anno un 5-6 lezioni da seguire. I professori riescono a farle accavallare sia al primo che al secondo semestre. Ogni anno. Ogni anno i professori che ci tengono alla frequenza e agli appunti, i più pignoli che sanno ricordare se la tua faccia c’era o meno al loro corso (cosa non tanto difficile visto che di rado suepriamo la quindicina), proprio loro, riescono a mettere le lezioni accavallate. E possibilmente in aule distanti il più possibile l’una dall’altra, meglio ancora se in edifici diversi.

Allora, per cercare di farli contenti, ho pensato a delle soluzioni di vario genere.

Il giratempo che vedete qui sotto non è l’ultima moda in fatto di ciondoli, ma un simpatico aggeggio nato dalla mente della Rowilng nel terzo episodio della saga (Harry Potter e il prigioniero di Azkaban). Permette ad Hermione Granger di frequentare tutte le lezioni tra quelle a scelta (cosa che le ha provocato durante l’anno scolastico una certa instabilità mentale).
Con questo aggeggio potrei tornare indietro nel tempo ed essere in due posti contemporaneamente. Effetti collaterali? Nessuno, l’oro sta bene su tutto, indossarlo non sarebbe un problema.
Se avete letto o visto “The Watchman” conoscerete la camera degli esperimenti sul campo intrinseco, ovvero il luogo in cui Jon Osterman, quello che poi diventerà Dr Manhattan, subisce per errore un esperimento atomico e diventa capace di modificare la struttura atomica delle cose, in partica diviene un semi-dio. Oltre a questo potere ha la capacità di vedere nella sua mente passato, presente e futuro, la capacità di non invecchiare e quella di sopravvivere senza respirare aria; tutte sciocchezzuole!


E’ anche capace di modificare la propria struttura molecolare e creare dei cloni, e questo qui è il potere che mi interessa. Oltre che per le lezioni mi risulterebbe utile il sabato sera quando sono invitata in due posti diversi e non so scegliere! Certo il colore bluastro alla pelle potrebbe generare perplessità, si sa che quest’anno va di moda il viola…
Ma la mia famiglia è parcchio tradizionalista e religiosa; forse dovrei affidarmi a una soluzione più classica, religiosa magari, che so una richiesta a Padre Pio (che tanto è di moda quest’anno) per il prestito del dono dell’ubiquità.


Non so però se mi fa la grazia e me lo dà gratis o devo pagare con rate di rosari e digiuni che proprio non fanno per me…
E va bene, va bene, ho capito. Devo essere più realista. Un accetta va bene? Metà in aula 1 e metà in aula A così le lezioni sono assicurate! Qualcuno ha il numero di Jack Torrence?


Mi hanno detto che le accette per lui sono una vera passione!

11 ottobre 2009

Baarìa


Di Tornatore avevo visto solo Nuovo cinema paradiso, ed ero rimasta colpita quella volta, dalla grande semplicità con cui era riuscito a evocare il senso della vita. Questa volta di semplicità ce n'era ben poca, dalla trama alle tecniche cinematografiche, dalle vicende familiari a quelle dello stato, tutto era complesso e ben articolato; eppure, in quell'ordinato marasma, venivano fuori di nuovo le lacrime. Ma quando si piange di fronte a una pellicola di Tornatore, non è per pietà nè commozione: si piange come quando si era bambini, si risvegliano sensazioni immediate e pure. Poi c'è la cornice storica (dalla seconda guerra mondiale alle elezioni contese tra democristiani e comunisti), il risvolto culturale, i problemi della terra di sicilia, la vicenda d'amore...ma sono tasselli, e Tornatore ne ha fatto un mosaico pregiato ed Ennio Morricone ha dato il tocco finale con le sue musiche come sempre splendide. Non so se vincerà l'oscar, un film troppo raffinato per il gusto americano sempre attirato da megalomania ed effetti speciali, ma a me ha davvero riempito l'anima.

23 settembre 2009

ITALIX

Ogni giorno l'Italiano medio ascolta il telegiornale vomitare notizie insulse; i servizi sullo shopping e il maltempo vanno per la maggiore, seguiti da quelli sulle nuove stagioni di reality e talk-show.

Passando nelle vetrine delle librerie legge i titoli di Bruno Vespa, biografie del premier, diari di (pseudo) gruppi musicali come i Tokio Hotel.

L'Italiano medio guarda Uomini e Donne e da lì trova ispirazione per decidere cosa mettere il sabato sera in discoteca.

Come volete che diventi l'Italiano medio?

L'Italiano medio vive in un mondo che non è reale e cerca di raggiungere obiettivi non reali, per costruirsi una vita non reale. Ma così facendo fa sopravvivere il sistema che di lui ha bisogno per andare avanti e che allo stesso tempo può distruggerlo.
E il sistema è ITALIX


Alcuni uomini sono riusciti a percepire che ciò da cui sono circondati è un mondo fittizio. Per questo si cercano a vicenda ai fini di tenere vive le loro menti: mettono a confronto le loro idee, creano opere scritte, letterarie, musicali e figurative, leggono libri considerati dall'Italiano medio una perdita di tempo, vedono film di cui l'Italiano medio non può conoscere l'esistenza perchè la televisione propina solo reality, ascolta musica che l'Italiano medio considera rumore perchè la radio lo ha assuefatto agli acuti di Tiziano Ferro (quando va bene) e la discoteca gli ha distrutto i timpani a suon di "tunz-tunz-tunz". Ma quello che più importa sono i pensieri, pensieri nuovi e propri solo della mente di chi li ha creati. Si tratta della colonia di Zion.
Gli abitanti di Zion sanno che il loro piccolo mondo è quello veramente reale, ma non riescono a far passare dalla loro parte gli Italiani medi oramai completamente soggiogati dal programma di instupidimento di ITALIX; qualsiasi conversazione con l'Italiano medio infatti finisce a insulti, il più delle volte con la frase: "prevenuto di me**a anche tu dai addosso a quel povero Berlusconi che cerca di risollevare il paese". E spesso agli abitanti di Zion cadono le braccia, altrettanto spesso iniziano a pensare che forse i sani siano davvero gli Italiani medi.
Ed è questo che indebolisce gli abitanti di Zion, questa sensazione di controllo che c'è ma non si vede, ignorata dalla maggior parte e percepita solo da pochi. Non si tratta di una gabbia materiale in cui si viene chiusi con la violenza, è una cattività apparentemente dolce che altera la sensibilità e affievolisce la gravità dell'instabilità e della problematicità della situazione mondiale. E quando ci si accorge che però c'è qualcosa che non va è una percezione più che una certezza.

L'agente Berlsmith cerca in ogni modo di sopprimere questa comunità di liberi pensatori che sono il vero pericolo del sistema, gli unici che protebbero fomentare una rivolta culturale e svegliare le menti addormentate dell'Italiano medio

Mr Berlusmith osserva con godimento la prima puntata di C'è posta per te


Alcuni tentano di prendere il posto di Berlusmith per poi...bhe non è che abbiano bene idea di che cosa fare, Italix è un sistema complesso e quindi difficile da risanare...

Il tizio di turno cerca di fare qualcosa
ma con scarsi risultati...anche lui subisce l'instupidimento del sistema

E cosa ne sarà dei poveri abitanti di Zion? Bhe dipende tutto da loro. Inutile affidarsi a un solo uomo. I mezzi ce li hanno: devono solo unirsi e agire.

Coming soon

La lettura dell'ultimo post di Ross mista a quella del blog di Mario l. mi ha ispirata alla creazione di un post di satira politica...dovrebbe essere abbastanza simpatico, vediamo che ne viene fuori!

18 settembre 2009

Carciofa 2: la vendetta


Non ho mai cercato dei ragazzi a partire dall'aspetto fisico. E le mie amiche sono sempre rimaste sconvolte dalle mie scelte...particolari. Mi fanno impazzire i tipacci logorroici e trasandati, gli eccentrici, i folli, i reietti. Eppure c'è sempre una gran figona dietro l'angolo a ricordarmi che l'aspetto fisico colpisce il segno.
E anche per sta volta depongo le armi.

14 settembre 2009

Con una lavatrice così ti sembra quasi di sentire le risate delle lavandaie!


Ecco il cestello pieno



...centrifuga...





...risciacquo a getto forte...


...e infine programma di torcitura!